Passando per il centro storico spesso notiamo delle targhe,delle lapidi affisse ai muri a celebrare il ricordo di un particolare evento.
Probabilmente troppo presi dalla quotidianeità non diamo importanza a quei pezzi di marmi portatori di storia.
Dannato questo eterno presente nel quale nuotiamo.
è questa la verità? ridotti alla cecità, angosciati e presi dal presente,
prigionieri di minuti troppo veloci,che ci rendono incapaci di fare nostro il tempo,
di fermarci per osservare, per capire.
Fermarsi, fermarsi per la memoria, per il ricordo, ma questi sono concetti che non suscitano interesse, al massimo oggi trovano il bieco consenso, dettato da qualche quiz televisivo.
e allora..cosa fare se non rifiutare tutto questo?Sant'Agostino scriveva che Dio dimora nell'anima dell'uomo e nella memoria:
"Hai concesso alla mia memoria l'onore di dimorarvi, ma in quale parte vi dimori? "
La memoria, questo meraviglioso abisso nel quale tutto risiede.
Non dimentichiamo il nostro passato, altrimenti cosa ci rimarrebbe?
Quando velocemente ci imbattiamo in un ricordo manifesto,come una lastra di marmo, ove è scritta una storia, vi prego, fermiamoci, leggiamo,
e dedichiamo un momento a noi stessi, per conoscere ciò che eravamo. così da poter andare avanti...per un istante.

Nessun commento:
Posta un commento